Verso il giornalismo freelance

Questo blog è stato dormiente per qualche tempo. I commenti e le reazioni, però, non sono mancati: c’era chi leggeva queste pagine, suggeriva, criticava, complimentava. I toni dei commenti e le statistiche hanno rivelato l’interesse principale dei lettori e l’ago della bilancia ha finito per puntare sul giornalismo freelance.

Se finora il blog era troppo eterogeneo dal punto di vista dei contenuti, adesso si stringe il campo. Non so se manterrò i vecchi post su altri argomenti, ma proverò a essere il più coerente possibile con quello che chiedono in molti: consigli su come fare il giornalista, su come scrivere per i giornali, su come contrattare la propria retribuzione, su come impostare un pezzo, su come organizzare la propria attività di scrittori freelance.

Ovviamente, per scrittori, non intendiamo romanzieri ma gente che ha voglia e talento per raccontare una storia vera.
Non dimenticare di visitare anche http://pennetulipani.blogspot.com/

10 commenti

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10 risposte a “Verso il giornalismo freelance

  1. Lalla

    ecco, ” come contrattare la propria retribuzione” è una voce molto interessante della lista che hai fatto. Mi piacerebbe anche qualche dritta sulla parte forse più difficile di tutta la questione: scovarle, le storie. E soprattutto trovare storie buone! Il mio problema è che sono un po’ timida. Comunque grazie mille delle dritte.

  2. Margherita

    Ciao, ho seguito i tuoi consigli riguardo alla proposta di un articolo. Ho telefonato al giornale in questione e ho chiesto del direttore, propostol’argomento, deciso le battute e contrattato il prezzo. Tutto bene fin qui, l’articolo di 3000 battute mi è stato pagato 20,00.

    I problemi sono sorti dopo: mi è stato chiesto di collaborare continuativamente ma quando ho informato il direttore che non sono ancora iscritta all’albo ma sono quasi alla fine della pratica (a Maggio finisco i 24 mesi)mi è stato risposto che non potevo pretendere di essere pagata più di 10,00 per un articolo di 3000 battute.
    Ho ovviamente rifiutato facendo presente che innanzitutto all’estero non esiste l’iscrizione all’albo e ricordando che prima di sapere che non ero iscritta all’albo il mio articolo valeva 20,00.
    E’ incredibile, e pensare che è anche un giornale che si dichiara essere di sinistra!

  3. lally

    Tremila battute, 20 euro? Ma è una miseria! Posso sapere qual è il giornale in questione?

  4. Ilaria

    Ecco, “scrittori freelance” è una buona definizione per tanti di noi.
    Magari, se ti va, dicci anche qualcosa sul tema “non scoraggiarsi quando si attraversa una fase di stallo e il conto in banca piange” (per chi sogna di fare il freelance: sappiate che quando lo si diventa, freelance, succede, eccome!)

    • skrivere

      Certo, molti freelance incontrano difficoltà economiche. Ma chi fa il freelance come alternativa alla disoccupazione coatta… Il punto è crearsi un portafoglio di giornali e proporre regolarmente dei pezzi a rotazione.

  5. Per cortesia, chiedo una verificasu ciò che mi hanno detto!
    Per “diventare” giornalisti pubblicisti occorrono 24 mesi di praticandato (su questo credo di sapere con certezza). Invece riguardo al numero di articoli pubblicati, è vero che si tratta di almeno 70???

    Grazie per la gentilezza e complimenti per l’ottima iniziativa.
    Ciao
    Francesco

    • skrivere

      @franz: la parola “praticantato” si riferisce solo agli aspiranti professionisti, che sono ingaggiati dall’editore (quindi fanno parte dell’organico della redazione e vengono regolarmente stipendiati). Il praticantato per gli aspiranti professionisti dura un anno e mezzo.
      I due famosi anni si riferiscono semplicemente a una “collaborazione” continuativa (senza “grandi interruzioni”), anche con piu’ testate diverse, durante i quli si devono scrivere un certo numero di articoli. Il numero di articoli (che tu dici debbano essere 70) e’ a discrezione dell’ordine regionale presso cui fai richiesta di iscrizione, in quanto non e’ specificato nella legge. Sempre a loro discrezione e’ la continuativita’ della collaborazione, visto che alcuni ordini regionali stimano un mese l’arco di tempo massimo tra il “silenzio” che puo’ intercorrere tra un articolo e l’altro.
      70 articoli, in ogni caso, e’ realistico (ai miei tempi, con l’ordine dei giornalisti di sicilia, fui chiamato a produrne almeno 80).
      In bocca al lupo, in ogni caso.

      • Certo che se commetto errori/orrori come quel “prandicanDato”🙂 posso dire addio a tutto, persino con 1500 articoli in un anno😉

        Stavolta non ho riletto, e ho fatto male…

        Mi riferivo ovviamente al secondo caso che, se non erro, si applica ai cosiddetti “pubblicisti”…

        Grazie mille per le preziose informazioni.
        Ehm…crepi il lupo.
        Cordiali saluti.

  6. Mauro80

    Io mi occupo, per ora, di giornalismo di settore(naturalismo, biologia ecc) dopo essere entrato in questo mondo assolutamente per caso.
    Mi sto muovendo per ampliare il mio portafoglio di riviste ma anche i settori in lui lavorare.
    Non so però se sia troppo prematuro propormi in giro, visto che al momento ho pubblicato soltanto una dozzina di lavori.
    Tenuto conto che vorrei realizzare dei reportage fotogiornalistici, non posso permettermi di organizzare dei viaggi ad hoc con il timore di potermi vedere deprezzati gli articoli in quanto non ancora giornalista “fatto e finito”…
    Sapete dirmi qualcosa in proposio?

    Grazie e complimenti sinceri per il blog

    • skrivere

      Capisco che i viaggi ad hoc siano prematuri, almeno sulla lunga distanza. Meglio combinare utile e dilettevole, sfruttando al massimo le risorse dei luoghi che si visitano anche per altri motivi (in vacanza, per esempio).
      Non so cosa sia un giornalista “fatto e finito”. Secondo me esistono solo giornalisti bravi o scriventi pessimi, ma anche i primi devono scalare la vetta gradualmente, partendo dal locale e dal piccolo.
      Grazie per i complimenti.

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