Giornalista freelance: chi è e cosa fa (1/3)

Chi è e cosa fa il giornalista freelance? E come lo si diventa?

All’ultima domanda, che è un po’ più complessa, dedicheremo il post successivo. Poi passeremo ad analizzare nel dettaglio la delicatissima fase della proposta editoriale. Per il momento cerchiamo di inquadrare questa professione, e cominciamo a farlo sfatando qualche mito, cioè dicendo prima quello… (continua a leggere)

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21 commenti

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21 risposte a “Giornalista freelance: chi è e cosa fa (1/3)

  1. arita

    Carino e molto chiaro…c’e un elenco di persone cui rivolgersi o tipologie di articoli con i quali presentarsi…e tecniche particolari?

  2. Molto interessante. E’ proprio quello che vorrei diventare. Mi potresti aiutare a trovare un testo che parli di legislazione in materia?
    Grazie!

  3. Pingback: Giornalista freelance: la proposta editoriale (3/3) « Skrivere - scrittura, giornalismo, musica e racconti

  4. Pingback: Giornalista freelance: dieci regole per diventarlo (2/3) « Skrivere - scrittura, giornalismo, musica e racconti

  5. vito

    ma se a tentare di scrivere qualcosa fosse un diciasettene valgono le stesse regole?

  6. Ciao, segnalo il mio sito attinente a poesie e racconti da me scritti.
    Inoltre faccio i miei complimenti per la chiarezza con cui si e risposto all’interrogativo.
    Saluti
    Germano Marcia

  7. Tommaso

    Salve, ho deciso di iniziare questa avventura di articolista freelance ed ho trovato queste informazioni molto interessanti, solo che al momento o trovo redattori che non rispondono o redattori che chiedono una collaborazione gratuita, giusto per farmi conoscere.
    Io accetto e mi sto creando la mia cartella di lavori, ma fino a quando dovrò acettare queste condizioni?
    Impiego del tempo e per ora collaboro con 3 quotidiani sportivi online.
    Accetto consigli

    • skrivere

      @Tommaso: non troppo a lungo. Va bene farsi conoscere… ma a un certo punto bisogna pretendere almeno il rimorso spese per la benzina!

  8. Ma conviene iscriversi all’ordine dei pubblicisti, dei pubblicisti a titolo provvisorio o nell’elenco dei free lance? Quali i pro e i contro di queste tre tipologie d’iscrizione?

    • skrivere

      Non esiste un elenco dei freelance. Chi te ne ha parlato?
      COnviene iscriversi all’ordine? Quello spetta solo a te deciderlo: se ti offrono un posto da direttore responsabile di quotidiano a 10mila netti al mese, iscriviti per direttissima, no? In bocca a l lupo

  9. Stex

    Testo molto carino e spiegazione esauriente.
    Ho anch’io lo stesso “problema” di Tommaso: molti ti considerano un marziano se chiedi dei soldi per quello che scrivi, e se non accetti di scrivere per loro gratis ti danno quasi del villano… E a un certo punto è necessario guardarsi in giro e cercare chi ti possa ricompensare, poco o tanto. Più poco che tanto, a dire il vero.

  10. Davide

    Ciao!
    articolo molto bello!
    anche io ho lo stesso problema di Stex e di Tommaso… ma esiste un sito dove si possono trovare offerte di lavoro da parte delle testate o degli editori? Ho già provato con trovalavoro.it e simili ma con scarsi risultati…
    Volevo abusare del tuo tempo🙂 per chiederti se sai cosa offre il mercato anche in campo di correzione bozze ed editor? Nel caso mi scuso in anticipo per la domanda inopportuna🙂
    Grazie, ciao!!!

    • skrivere

      Ciao Davide,
      il punto è proprio un altro: non esistono annunci o chiamate o offerte che piovano dall’alto, sei tu che devi crearti le tue occasioni prendendo l’iniziativa e convincendo il caporedattore.
      In bocca al lupo!

  11. ale

    complimenti per l’articolo! consiglio: è preferibile che un freelance sappia fare anche foto ed abbia un “corredo”fotografico da aggiungere all’articolo?
    grazie

  12. Franz

    Buonasera a tutti!
    Io sono laureato e specializzato e ho lavorato per un po’ di anni nella comunicazione web come copywriter, anche se ho sempre desiderato fare il giornalista.
    Le prime collaborazioni che ho tentato erano, ovviamente, gratuite… anzi, spendevo benzina per recarmi agli eventi senza uno straccio di rimborso spese. Dopo un po’, stanco delle enormi pretese del direttore di questo giornalino infimo, ho abbandonato.
    Ho continuato a inviare proposte e articoli scritti di mio pugno per “farmi conoscere”… niente, nemmeno una risposta.
    Poi inizio a dedicarmi ad altro, perché nel frattempo devo pure mangiare e non posso pesare sulle spalle dei miei genitori a vita.
    Dopo poco mi ritorna però la voglia di scrivere e trovo una piccola possibilità proponendo articoli a un sito internet che me li paga, mi avvisano però che questo non mi darà la possibilità di diventare pubblicista, cosa che non m’interessa affatto dal momento che ho amici pubblicisti e conosco le pessime situazioni in cui si trovano (pagamento annuale della tassa di iscrizione all’albo = 100 euro circa, pochi lavori malpagati, difficoltà a farsi strada). Vorrei lavorare come freelance, ma il sistema Italia non viene certo in mio aiuto perché se non sei iscritto all’albo puoi essere anche Montanelli redivivo ma nessuno ti fila.
    In un qualsiasi Paese europeo la situazione è differente: non c’è l’albo che copre le spalle di incapaci che sono iscritti all’albo solo perché conoscevano la persona giusta e ognuno si butta sul mercato cercando di sfondare come può! Perché in Italia è così? Troppe logiche corporative, che impediscono l’accesso ai più e tutelano chi già è dentro.
    L’unico modo è pagare fior fiori di soldi per una scuola di giornalismo, ma a quel punto il lavoro non è affatto garantito, anzi!
    Non voglio uccidere le vostre speranze, ci mancherebbe! ma mi chiedo se non ci sia davvero qualche realtà editoriale, anche piccola, che permetta di svolgere questa professione a chi non ha raccomandazioni, conoscenze, santi in paradiso o genitori ricchi che finanziano.
    Insomma, siamo davvero così alla frutta in Italia? E la meritocrazia?
    Ma tutto questo non è profondamente anticostituzionale?

    • skrivere

      Mi pare – purtroppo – che la risposta a tali domande sia inclusa nel commento medesimo. E la frutta non è neppure fresca di stagione.

  13. Ciao, voglio chiederti una informazione perchè purtroppo ho avuto una brutta esperienza. Ho lavorato per un anno, continuativamente, da freelance in una redazione di un giornale cartaceo a diffusione locale. In questo periodo ho prodotto, a spanne, un migliaio di articoli. Sono stato pagato – davvero pochissimo, ma questo si sa – il rapporto lavorativo si è poi concluso male, non sto a spiegare i motivi.. Volevo chiedere: per fare richiesta di iscrizione all’Albo come pubblicista, basta la produzione di almeno 50 articoli o serve anche il biennio continuativo di collaborazione?

    Ora ho aperto un blog di informazione per conto mio, ovviamente però non ci guadagno nulla, non potendo aprire una partita iva (non ho tesserino)

    complimenti per l’articolo…

    Gianluca Mercuri

  14. Si può aprire un partita iva come libero professionista con gestione separata. Se superi i 5000 Euro all’anno devi farlo. Non sei obbligato a chiamarti giornalista. Puoi semplicemente essere un autore o scrittore freelance.

  15. Ciao, sono una laureata in giurisprudenza. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare scrittrice e giornalista. Dopo aver provato la pratica legale ho deciso di tornare sui miei passi ed intraprendere la professione di giornalista. Non ho praticamente nessuna esperienza in materia ma scrivere è la mia passione e spero di farcela a realizzarla. Trovo utili I tuoi consigli per iniziare!

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