Archivi del mese: maggio 2008

Un amico alle provinciali

Il 15 e il 16 giugno a Siracusa si vota per il rinnovo del Consiglio provinciale. Il candidato a Presidente della Provincia per il centrosinistra è Pippo Zappulla.

A differenza delle elezioni politiche nazionali, adesso è possibile esprimere il voto di preferenza. Questo significa che l’elettore può scegliere il candidato di cui si fida di più, scrivendo il nome di chi desidera votare.

Un mio caro amico ha deciso di mettersi in prima linea e candidarsi, aspirando al ruolo di consigliere provinciale. Si tratta del professor Paolo Giansiracusa, architetto, docente ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia di BB. AA. statale di Catania e docente, a Siracusa, presso la Facoltà di Architettura facente capo all’Università di Catania.

Malgrado abbia alle spalle brillanti esperienze come assessore comunale, assessore provinciale e presidente dell’ente provinciale preposto allo sviluppo del turismo, non è un politico di professione, ma un intellettuale prestato alla politica. La sua conoscenza del territorio e della storia della nostra provincia è un punto di partenza fondamentale per cercare le soluzioni giuste ai numerosi problemi che affliggono questo territorio. In più, le sue scorse battaglie dimostrano anche una sensibilità non indifferente ai temi dell’ecologia, dell’ambiente e del patrimonio naturalistico.

I migliori auguri a Paolo!

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Giornalista freelance: chi è e cosa fa (1/3)

Chi è e cosa fa il giornalista freelance? E come lo si diventa?

All’ultima domanda, che è un po’ più complessa, dedicheremo il post successivo. Poi passeremo ad analizzare nel dettaglio la delicatissima fase della proposta editoriale. Per il momento cerchiamo di inquadrare questa professione, e cominciamo a farlo sfatando qualche mito, cioè dicendo prima quello… (continua a leggere)


Corsi online di Scrittura Giornalistica: non perdere l’occasione!

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Il corso ha un livello introduttivo ed è rivolto a chiunque abbia voglia di affacciarsi al mondo del giornalismo in modo pratico. Le nozioni teoriche saranno appena accennate e mantenute entro i limiti essenziali per lo svolgimento degli esercizi di scrittura. Alla fine del corso, se tutti gli esercizi saranno stati completati, verrà rilasciata una lettera di partecipazione.

 

Non dimenticare di visitare anche http://pennetulipani.blogspot.com/

 

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Giuseppe Cavarra e i suoi “Pazzi di vetro”

Cosa succede quando alcune persone che non sanno adattarsi alle insensate regole del mondo si trovano insieme? Cosa si prova quando il gruppo reagisce alla noia e ai preconcetti cercando una via di salvezza nel sesso o nella droga?

Continua a leggere la recensione su Progetto Babele.

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Studenti, mettetevi in Riga

Sul numero di questo mese di Campus (Class Editori) è uscito un mio servizio su Riga, la capitale della Lettonia. Dopo averci trascorso qualche giorno, fotografando, prendendo appunti e sentendo le voci degli studenti italiani, ho scritto un articolo che svela la vita universitaria di questa straordinaria città, senza tralasciare la cultura, le attività al di fuori dello studio, lo svago e il divertimento notturno.

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Parlare la lingua dell’ignoranza

Quando arrivai la prima volta in Olanda, per motivi di studio, ricordo che fui colpito dalle cassiere. Non (solo) perché erano bionde e belle, ma soprattutto perché erano sorridenti e gentili.

Intanto salutavano ogni cliente man mano che la fila, rigorosamente rispettata, procedeva ordinata. Poi mi ripondevano in inglese senza difficoltà (in Olanda le cassiere, parlano l’inglese meglio di qualunque ministro della Repubblica Italiana, anche se in teoria un ministro ha studiato di più e dovrebbe avere una visione più internazionale di una cassiera). Infine non sembravano infastidite dal fatto che io, straniero, mi rivolgessi a loro ignorando la loro lingua madre e dando per scontato che “dovessero” capirmi.

Il particolare più interessante, tuttavia, veniva al momento di dare il resto. Aspettavano che tendessi la mano, e sul mio palmo riponevano le monete. Diciamoci la verità: anche se noi italiani ci abbiamo fatto l’abitudine, gettare il denaro sul bancone somiglia al gesto di pagare una prostituta con disprezzo.

A conferma di quanto diversa sia l’Italia da qualsiasi altro paese civile, ho trovato di recente un articlo su La Sicilia. Inutile dire che sottoscrivo pienamente tutto quello che contiene, in quanto sono stato spesso testimone di simili episodi.

Che sia forse il caso di ripensare all’educazione partendo proprio dalle lingue straniere?

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