L’Italia dei brogli e delle spartizioni

L’Italia è l’unico paese al mondo dove i brogli vengono denunciati prima delle elezioni e dove le Camere vengono spartite prima dello spoglio. Sia Veltroni che Berlusconi stanno già preparando il terreno per abituare l’opinione pubblica a questa idea.

Tutto il resto è fumo negli occhi. La campagna elettorale è solo una grande commedia dove si recitano le solite filastrocche senza curarsi delle contraddizioni: abbassare le tasse, abolire l’Ici, aumentare gli stipendi e le pensioni; cambiare la legge elettorale, circoscrivere il precariato, migliorare le infrastrutture, snellire la burocrazia.

I battibecchi e le bugie ospitate sui media in questi giorni sono semplicemente dei pretesti per sottrarsi alle vere, urgenti e necessarie discussioni sul paese. I politici parlano a vanvera; gli operatori dell’informazione si dimostrano capaci soltanto di tenere i microfoni e virgolettare pedissequamente; la massa acritica di spettatori si ciba passivamente di informazioni sconnesse, contraddittorie, non realistiche e destinate all’oblio.

Andare a votare completa la farsa.

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