Palme

Sono un simbolo di pace, sono immancabili nelle foto che ritraggono le spiagge più esotiche al mondo, sono probabilmente i miei alberi preferiti.

Le palme vivono dove fa caldo, non troppo lontano dal mare. appartengono al clima tropicale e subtropicale, anche se spesso sono state trasoprtate un po’ dappertutto e si sono dovute adattare a latitudini ben diverse da quelle d’origine.

Chi non ha letto qualche storia delle Mille e una notte senza immaginarsi un paesaggio pieno di palme? Le palme delle oasi, le palme ai margini del deserto, le palme dei giardini pensili di Babilonia, le palme all’ombra delle quali riposa il califfo.

Le palme rimandano a una fascia ben definita sulla crosta terrestre, una fascia ben scaldata dal sole e dai ritmi della sua gente.
Molte città hanno preso il nome ispirate da quest’albero: Palma Campania, l’eponimo quartiere di Cagliari e Palma di Montechiaro (Sicilia), nel meridione d’Italia; Palma di Maiorca nelle isole Baleari; Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de La Palma nelle isole Canarie. C’è addirittura una città chiamata La Palma in El Salvador e un’altra che porta lo stesso nome a Panamà, nell’America centrale.
Le Palme sono abbondanti anche in Medio Oriente sin dall’antichità. Il Vangelo narra dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme salutato da una folla che agita ramoscelli d’ulivo e di palma, facendola diventare un simbolo di martirio e di resurrezione ripreso poi nell’Apocalisse.

Umberto Eco – che come scrittore innamorato della nebbia è attratto più dalle ambientazioni nordiche – scrive nel Nome della Rosa che “i monasteri avevano perso la palma della saggezza” nel momento in cui corporazioni urbane, scuole e università copiavano i libri meglio e in quantità maggiori delle abbazie, oltre al fatto che ne producevano di nuovi.
Sempre Eco, nel Pendolo di Foucault descrive una stampa settecentesca che raffigura una copia di un tempio in Terrasanta fornito di “torricelle d’osservazione, ciascuna abitata da un armato con lo scudo (…) che agitava una palma”. Sempre nello stesso romanzo, la palma compare anche in Brasile a proposito del luogo in cui il protagonista assisterà a un rito magico-religioso: “Più avanti, in un giardinetto disadorno, trovammo una sorta di corbeille immensa, fatta di grandi foglie di palma, su cui apparivano alcune ghiottonerie tribali, le comidas de santo“. (A rigore, il Pendolo parla di palme anche a proposito del logo di una casa editrice di second’ordine, che ritrae un pellicano all’ombra di una palma circondato da un motto dannunziano).

La palma è infine sinonimo di abbondanza, poiché è capace di dare frutti nel deserto, di deliziare il palato con i datteri o dissetare con il latte di cocco. E poi è anche bella: alta, maestosa, simmetrica, robusta, si gode il sole e resiste agli uragani.

© Giuseppe Raudino

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