Giugno 3, 2008...5:28 pm

Giornalista freelance: dieci regole per diventarlo (2/3)

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1) Scrivere, scrivere, scrivere. L’esercizio della scrittura va mantenuto costante. Non importa ciò di cui si scrive, punché si scriva. Si possono riscrivere pagine di autori famosi cambiando lo stile, si possono fare riassunti, giochi di parole, anagrammi, si possono tenere diari on-line o intensificare le email con gli amici, sforzandosi di andare oltre le tre righe.

2) Farsi venire un’idea partendo da quello che più ci piace o che meglio conosciamo.
Qualunque cosa, infatti, è potenzialmente interessante per qualcuno e può diventare un articolo.

3) Presentare l’idea.
Avere un’idea brillante non significa ancora nulla. Bisogna farla piacere al caporedattore o al direttore di turno, e per raggiungere questo obiettivo è necessario presentarla in modo chiaro e accattivante. Senza dilungarsi troppo (vanno bene dieci/venti righe) bisogna essere in grado di spiegare di cosa si tratta, quali sono i punti di forza dell’idea (creatività, rilevanza del soggetto, originalità della prospettiva con cui si racconta, etc.) e perché dovrebbe interessare i lettori del giornale. Anche se si parte dalla stessa idea, ogni proposta deve essere adattata alle esigenze del giornale a cui la si sta proponendo, e per farlo bisogna conoscerne lo stile, la lunghezza media dei pezzi, il tono, il tipo di lettore medio.
Ad ogni modo, si tratta di un passaggio assai delicato che necessita un post a sé stante.

4) Contattare la persona giusta.
L’idea per un articolo deve essere indirizzata, se possibile, alla persona giusta. Se si comincia una proposta con un generico “Egregio direttore” si passa per pivelli e principianti sfigati. Se il nome del caporedattore compare sulla gerenza (il riquadro dove vengono riportati i nomi di chi fa parte della redazione), rivolgersi a lui direttamente, anche al telefono se è il caso.

5) Non allegare curriculum e non perdere tempo a specificare la propria preparazione scolastica.
Chi legge le nostre proposte non ha interesse nella nostra vita ma nelle idee che siamo in grado di offrire al giornale. Un giornalista freelance valido non è tale (solo) grazie al suo curriculum, ma vale in base a quello che pensa e che scrive. La proposta stessa offre un primo impatto su cui il caporedattore può basarsi per dare un giusizio sulle nostre capacità di scrittura, per cui attenzione agli errori, alle frasi banali e ai passaggi poco chiari.

6) Se il caporedattore è interessato, bisogna agire da professionisti. Bisogna parlare di soldi, tempi di consegna, lunghezza del pezzo, numero di foto che eventualmente dobbiamo offrire a corredo del pezzo. Lasciamo che la prima offerta economica sia il caporedattore stesso a farla e non dimentichiamoci che si tratta di somme quasi sempre negoziabili.

7) Imparare a usare decentemente una macchina fotografica digitale.
Il mercato ne offre alcune a prezzi accessibili e dalle caratteristiche eccezionali. Delle belle foto aumentano la probabilità di veder pubblicato il proprio pezzo.

8 ) Organizzare una cartella con i propri lavori.
Man mano che ci viene pubblicato del materiale, facciamo una piccola rassegna stampa, fotocopiando, ritagliando, sottolineando… A volte è il miglior biglietto da visita da presentare a nuovi caporedattori per dimostrare che qualcun altro ha avuto fiducia in noi. La rassegna, facendo attenzione alle questioni legate al diritto d’autore, potrebbe essere presentata anche on-line sul nostro sito, rendendola facilmente accessibile ed evitando i costi postali per inviarla alle nuove redazioni con cui tentiamo un nuovo approccio.

9) Recuperare i crediti.
Tra le mansioni spiacevoli che toccano al giornalista freelance fare c’è pure questa. Alcuni editori pagano 90 o addirittura 120 giorni dopo la pubblicazione. In questi casi bisogna armarsi di pazienza e aspettare, controllando alla scadenza che il pagamento sia in ordine. Altri fanno finta di dimenticarsi del pagamento, ma di solito pagano dopo il primo sollecito telefonico o per email. L’importante, comunque, è non aver paura di chiedere ciò che ci spetta: altrimenti non è questa la professione che fa per noi.

10 ) Essere intraprendenti, crearsi un giro di contatti con aziende, enti e persone che possono offrirci lo spunto e il materiale per un articolo. Gli uffici stampa di musei, associazioni culturali, segreterie politiche, organizzazioni, aziende e istituzioni saranno felicissimi di collaborare con voi.

Leggi il post su chi è il giornalista freelance e cosa fa.

Leggi il post su come redigere una proposta editoriale.

11 Commenti

  • ciao,
    ti ringrazio davvero per quello che hai scritto sul freelance. sei stato di grande aiuto, dato che mi piacerebbe intraprendere questa professione.
    scrivo da una marea di tempo, e vorrei mettere a frutto questa mia passione. i tuoi consigli mi sembrano ottimi.
    ciao
    gabriele

  • E’ una strada tanto bella quanto tortuosa. Funziona solo se quello che scrivi ha un valore. E’ una strada che vale la pena di percorrere, però. E’ l’ultimo baluardo dove non fonzionano le raccomandazioni in un paese nel quale sono diventate la regola principale. Fammi sapere come va e se hai bisogno di consigli. In bocca al lupo, Gabriele.

  • Ciao, innanzittutto grazie per i consigli.
    Anche io vorrei intraprendere questa professione e ti dirò che ho una gran paura di non riusciure nel mio intento, contraddittoriamente credo di possedere delle buone capacità per poter diventare un’apprezzabile giornalista.
    Vorrei cominciare a scrivere – almeno a titolo gratuito – per qualche giornale pubblicato unicamente sul web. Sapresti aiutarmi?

    Ti ringrazio ancora,

    Mari

  • Ciao Maria Luisa,

    quali sono i tuoi interessi? C’è qualcosa che pensi di sapere un po’ meglio degli altri? Esiste un settore in cui ti piacerebbe specializzarti?

    Comincia a rispondere a queste domande. Poi trova qualche pubblicazione che si occupa dei tuoi interessi. Infine proponi un articolo breve. Se vuoi puoi anche scriverlo e mandarmelo per email. Gli darò un’occhiata.

  • Ciao, ti ringrazio molto per avermi risposto.
    Credo ci sia un dettaglio alquanto rilevante che ho omesso: devo ancora iniziare l’università, frequenterò la facoltà di scienze politiche, ragion per cui attualmente il mio titolo di studio è il mio diploma. Può bastare per cominciare a muovere i primi passi in questo mondo che tanto mi affascina? Per quanto riguarda le domande che mi hai giustamente posto ho già una risposta: mi piacerebbe diventare una giornalista sportiva, disposta in tutto e per tutto a muovermi per l’Europa a guardare partite di calcio.
    Può sembrare strano, ma ho coltivato quest’interesse prettamente maschile grazie al mio fidanzato ed ora è ciò che vorrei fare.
    Sono consapevole che non è una strada facile, ma penso che come giornalista potrei funzionare o in questa maniera oppure come opinionista.
    Allora, cosa pensi riguardo a tutto ciò?

    Vorrei ancora ringraziarti, sei una persona molto disponibile.

  • Ciao,
    mi chiamo Sara e quest’anno mi sono iscritta alla facoltà di giurisprudenza nell’università commerciale “Luigi Bocconi”, sita in Milano. Attualmente dispongo solamente di un diploma di maturità classica, ma sono sempre stata interessata alla professione del giornalista. Mi attrae particolarmente l’attività forense, ma, nello stesso tempo, sono fortemente appassionata alla scrittura, in particolare di articoli di giornali e saggi brevi, sui quali mi esercitavo quando frequentavo il liceo. Il mio sogno sarebbe quello di essere ammessa al master di durata biennale in giornalismo offerto dall’università IULM, sita in Milano, successivamente al conseguimento della laurea in Bocconi e dopo aver vagliato anche le varie offerte di lavoro eventualmente propostemi dalla stessa nell’ambito forense. Nel frattempo mi piacerebbe scrivere per qualche quotidiano, anche locale, per intensificare e incentivare la mia passione. Sono soprattutto propensa a comporre articoli di cultura generale o di opinione. Mi potrebbe consigliare come fare?a chi potrei rivolgermi?
    La prego vivamente di farmi reperire una risposta e la ringrazio preventivamente per la sua disponibilità.
    Sara

  • Ciao!

    Innanzitutto, anche io vorrei ringraziarti tantissimo per i tuoi post chiari e concisi.

    Come Sara e Maria Luisa, vorrei provare a intraprendere questa professione. Amo scrivere, ed è dall’età di quattordici anni che scrivo racconti brevi (per la maggior parte in inglese, ma qualcosa anche in italiano) e li “pubblico” – se così si può dire – su internet, dove ho ricevuto responsi anche molto positivi.

    Parlo e scrivo perfettamente sia in Italiano sia in Inglese, e ho delle solide basi in Francese (il mio prossimo obiettivo è quello di imparare il giapponese, dato che sono molto affascinata dall’Asia, e in particolar modo dal paese del Sol Levante). Sono interessata soprattutto ad articoli di cultura generale, e, come Maria Luisa, non mi dispiacerebbe iniziare – se possibile – con qualche giornale sul web (italiano o anglofono indistintamente).

    Mi potresti dare qualche consiglio, magari riguardo la mia “specializzazione”, esattamente, nonché eventuali contatti o, in alternativa, modi per cominciare e farmi un po’ conoscere?

    Ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità!

    Emilia

  • [...] il post sulle 10 regole per diventare freelance e poi dai un’occhiata a come si scrive una proposta [...]

  • ciao!
    mi chiamo Emanuela, vorrei intraprendere questa strada, mi puoi consigliare a chi mandare i pezzi e secondo te con quali argomenti posso iniziare?
    Ora sto lavorando ad un pezzo che ultimamente coinvolge molte persone, gli attacchi di panico.
    Vorrei comunque poter trattare diversi argomenti, creando uno stile tutto mio, e magari arricchire gli articoli con foto e sondaggi (fatti ovviamente da me, con tanto di registrazione audio)
    Ho molti interessi e sono preparata anche in campo musicale.
    Se mi mandi la tua mail posso mandarti bozze di articoli e mi dici cosa ne pensi.
    GRAZIE!

    • Ciao Emanuela,

      mi dispiace deluderti, ma non posso leggere le tue bozze né consigliarti a chi mandare i pezzi. Nei miei post cercavo proprio di spiegare che il freelance è uno che cammina con le proprie gambe e si fa largo a forza di gomitate. Leggere le tue bozze e studiare attentamente il mercato per indirizzare il pezzo al giornale giusto richiederebbe moltissimo tempo, tempo che verrebbe sottratto alle mie attività. Tenta, tenta e ritenta, finché non la spunterai da sola e non dovrai ringraziare nessuno. In bocca al lupo!

  • intanto ti ringrazio per avermi risposto.
    Volevo chiedrti secondo te da cosa potrei partire settimanali, mensili?
    e sempre secondo te cosa e quali argomenti dovrei evitare per non cadere nel banale?
    ANCORA GRAZIE!!!!!!!!!


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