Chi è e cosa fa il giornalista freelance? E come lo si diventa?
All’ultima domanda, che è un po’ più complessa, dedicheremo il post successivo. Poi passeremo ad analizzare nel dettaglio la delicatissima fase della proposta editoriale. Per il momento cerchiamo di inquadrare questa professione, e cominciamo a farlo sfatando qualche mito, cioè dicendo prima quello che un giornalista freelance non è.
Un’aura di leggendario romanticismo avvolge questa figura, che viene considerata il simbolo per eccellenza dell’intraprendenza e della libertà professionale. In più, generalmente si ritiene che sia una persona che guadagna bene, che abbia molto tempo libero e che sia eternamente in vacanza per seguire ciò su cui deve scrivere. In effetti questa visione andrebbe corretta, perché il giornalista freelance è a tutti gli effetti un libero professionista che deve fare i conti con rischi economici, pressioni editoriali, andamento del mercato e una spietatissima concorrenza. Non si tratta, dunque, di una professione facile e bella, anche se devo ammettere che finora mi sono pagato tutte le vacanze che ho fatto ricavando i soldi da articoli sui luoghi che ho visitato. Eppure il giornalista freelance non è uno scrittore eternamente in vacanza, né può permettersi lunghe passeggiate quotidiane e intense serate al pub con gli amici in cerca dell’ispirazione, anche se spesso dalle passeggiate solitarie e dalle serate con gli amici vengono fuori le idee migliori e più remunerative.
A questo punto, proviamo a definire chi è il giornalista freelance.
È una persona che, senza essere assunta da un editore (proprietario del giornale) e senza far parte dell’organico fisso di una redazione, si guadagna da vivere proponendo, scrivendo e vendendo i propri articoli a testate diverse.
Non ha pertanto uno stipendio fisso ma guadagna in base al numero di pezzi che riesce a piazzare, alla qualità delle retribuzioni (non tutti i giornali pagano bene allo stesso modo), alla qualità delle idee proposte e ai contatti che riesce a intrattenere con i clienti del suo portafoglio, che sarebbero i vari periodici per cui ha già scritto.
Generalmente intrattiene rapporti con i caporedattori dei giornali (coloro che curano e coordinano le varie sezioni interne) e in alcuni casi perfino col direttore responsabile. Una volta rotto il ghiaccio e trovato l’interlocutore giusto, è più facile farsi ascoltare, proporre nuove idee e lasciarsi incaricare per l’articolo successivo.
Che requisiti deve avere il giornalista freelance?
Certamente deve essere un appassionato di scrittura e deve padroneggiare la lingua in modo da potersi esprimere correttamente ed efficacemente. Deve leggere i giornali, guardare la televisione e interessarsi a quello che accade sia nel proprio paese che all’estero. La conoscenza di una lingua straniera come l’inglese lo aiuta tantissimo, perché la stampa americana generalmente anticipa tutte le notizie e le mode che vengono scimmiottate in Italia dopo qualche giorno o settimana.
Inoltre ha una modesta preparazione sulla legge riguardante la stampa (diritti e doveri, privacy, tutela dei minori) e ha sviluppato un senso critico su ciò che interessa il lettore di una determinata testata.
Bisogna essere iscritti all’ordine dei giornalisti?
La questione è spinosa, soprattutto alla luce di quanto sta accadendo in Italia, con la proposta di referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti promossa da Beppe Grillo.
Spesso le redazioni reclamano il famoso tesserino di giornalista, facendolo sembrare un requisito essenziale per essere pubblicati e pagati. In realtà le cose non stanno così, visto che la Costituzione italiana sancisce il diritto di tutti a esprimere il proprio pensiero (anche) attraverso la scrittura. Chiunque può scrivere su un giornale e percepire un pagamento a fronte di questo lavoro di scrittura: l’unica differenza è che gli iscritti all’ordine hanno la possibilità di aprire la partita iva e di fatturare gli introiti come fanno (o dovrebbero fare) i commercianti, mentre il privato cittadino che scrive per un giornale deve essere necessariamente pagato in ritenuta d’acconto. D’altro canto, lo stesso ordine dei giornalisti ammette una simile pratica, perché chiede agli “aspiranti giornalisti” le copie delle ritenute d’acconto prima di iscriverli all’albo professionale.
In ogni caso, essere iscritti all’ordine professionale dei giornalisti non è un requisito fondamentale e chiunque, già a partire da questo momento, può intraprendere la dura carriera di giornalista freelance. Dopotutto, all’estero non si diventa giornalisti con domande e marche da bollo, ma semplicemente per libera scelta personale. Saranno il mercato e i lettori a stabilire se un giornalista ha la stoffa per continuare.
Leggi il post sulle 10 regole per diventare freelance e poi dai un’occhiata a come si scrive una proposta editoriale.

Carino e molto chiaro…c’e un elenco di persone cui rivolgersi o tipologie di articoli con i quali presentarsi…e tecniche particolari?
Molto interessante. E’ proprio quello che vorrei diventare. Mi potresti aiutare a trovare un testo che parli di legislazione in materia?
Grazie!
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ma se a tentare di scrivere qualcosa fosse un diciasettene valgono le stesse regole?
Ciao, segnalo il mio sito attinente a poesie e racconti da me scritti.
Inoltre faccio i miei complimenti per la chiarezza con cui si e risposto all’interrogativo.
Saluti
Germano Marcia
Salve, ho deciso di iniziare questa avventura di articolista freelance ed ho trovato queste informazioni molto interessanti, solo che al momento o trovo redattori che non rispondono o redattori che chiedono una collaborazione gratuita, giusto per farmi conoscere.
Io accetto e mi sto creando la mia cartella di lavori, ma fino a quando dovrò acettare queste condizioni?
Impiego del tempo e per ora collaboro con 3 quotidiani sportivi online.
Accetto consigli
@Tommaso: non troppo a lungo. Va bene farsi conoscere… ma a un certo punto bisogna pretendere almeno il rimorso spese per la benzina!
Ma conviene iscriversi all’ordine dei pubblicisti, dei pubblicisti a titolo provvisorio o nell’elenco dei free lance? Quali i pro e i contro di queste tre tipologie d’iscrizione?
Non esiste un elenco dei freelance. Chi te ne ha parlato?
COnviene iscriversi all’ordine? Quello spetta solo a te deciderlo: se ti offrono un posto da direttore responsabile di quotidiano a 10mila netti al mese, iscriviti per direttissima, no? In bocca a l lupo
Testo molto carino e spiegazione esauriente.
Ho anch’io lo stesso “problema” di Tommaso: molti ti considerano un marziano se chiedi dei soldi per quello che scrivi, e se non accetti di scrivere per loro gratis ti danno quasi del villano… E a un certo punto è necessario guardarsi in giro e cercare chi ti possa ricompensare, poco o tanto. Più poco che tanto, a dire il vero.
Ciao!
per chiederti se sai cosa offre il mercato anche in campo di correzione bozze ed editor? Nel caso mi scuso in anticipo per la domanda inopportuna 
articolo molto bello!
anche io ho lo stesso problema di Stex e di Tommaso… ma esiste un sito dove si possono trovare offerte di lavoro da parte delle testate o degli editori? Ho già provato con trovalavoro.it e simili ma con scarsi risultati…
Volevo abusare del tuo tempo
Grazie, ciao!!!
Ciao Davide,
il punto è proprio un altro: non esistono annunci o chiamate o offerte che piovano dall’alto, sei tu che devi crearti le tue occasioni prendendo l’iniziativa e convincendo il caporedattore.
In bocca al lupo!
complimenti per l’articolo! consiglio: è preferibile che un freelance sappia fare anche foto ed abbia un “corredo”fotografico da aggiungere all’articolo?
grazie
Direi che bisogna saper usare la macchina fotografica.