Quando arrivai la prima volta in Olanda, per motivi di studio, ricordo che fui colpito dalle cassiere. Non (solo) perché erano bionde e belle, ma soprattutto perché erano sorridenti e gentili.
Intanto salutavano ogni cliente man mano che la fila, rigorosamente rispettata, procedeva ordinata. Poi mi ripondevano in inglese senza difficoltà (in Olanda le cassiere, parlano l’inglese meglio di qualunque ministro della Repubblica Italiana, anche se in teoria un ministro ha studiato di più e dovrebbe avere una visione più internazionale di una cassiera). Infine non sembravano infastidite dal fatto che io, straniero, mi rivolgessi a loro ignorando la loro lingua madre e dando per scontato che “dovessero” capirmi.
Il particolare più interessante, tuttavia, veniva al momento di dare il resto. Aspettavano che tendessi la mano, e sul mio palmo riponevano le monete. Diciamoci la verità: anche se noi italiani ci abbiamo fatto l’abitudine, gettare il denaro sul bancone somiglia al gesto di pagare una prostituta con disprezzo.
A conferma di quanto diversa sia l’Italia da qualsiasi altro paese civile, ho trovato di recente un articlo su La Sicilia. Inutile dire che sottoscrivo pienamente tutto quello che contiene, in quanto sono stato spesso testimone di simili episodi.
Che sia forse il caso di ripensare all’educazione partendo proprio dalle lingue straniere?
